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04-08-2011
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Avvocato del Bambino

L’istituto dell’avvocato del bambino, introdotto in Germania dalla Riforma tedesca del diritto del minore (KindRG, kindesreformgesetz) del 1989, viene regolato oggi dalla nuova legge sul procedimento familiare (c.d. FamFG, familienverfahrensgesetz) entrata in vigore il 1 settembre del 2009, che gli attribuisce la nuova denominazione di Verfahrenbeistand (assistente del minore nel procedimento) . La nascita di questo istituto trova le sue radici nelle numerose Convenzioni internazionali che tutelano i diritti del minore, che esaltano la possibilità del minore di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente sia tramite un suo rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale[1]. Nei procedimenti familiari, per i quali si è sviluppato, negli ultimi anni, in Germania, una nuova concezione di procedimento, ispirato al cosiddetto modello Cochemer[2], il bambino ha assunto una posizione più centrale, non più oggettiva ma soggettiva, in quanto si garantisce una maggiore attenzione alle sue esigenze e al suo diritto ad esprimersi. L’avvocato del bambino crea il contatto con il minore, instaura con lui un rapporto fondato sulla fiducia, riflette su ciò che per il bambino risulta fondamentale,  indaga sulla sua volontà e il suo interesse, concepito come la fusione del benessere del minore (Kindeswohl) e della sua volontà (Kindeswille)  per poi portarlo a conoscenza del giudice e delle parti in udienza. La competenze dell’avvocato del bambino vengono disciplinate nei § 158 ,174, e 191 della legge “FamFG”.

Il Tribunale, nella persona del giudice, ha l’obbligo di nominare l’avvocato del bambino quando la sua presenza è decisiva per la percezione dell’interesse del minore, ossia:

  • In quei procedimenti nei quali vengono assunti provvedimenti giudiziari in caso di minaccia per il benessere del figlio[3];
  • Quelli nei quali si decide sulla separazione del minore dalla persona presso la quale si trova in custodia;
  • Procedimenti nei quali si discute sulla limitazione dell’esercizio del diritto di visita;
  • Procedimenti nei quali risulta esserci un conflitto di interesse tra chi esercita la potestà sul minore e quest’ultimo;
  • Infine quelli nei quali si decide sull’ adozione del minore.

 

Nei procedimenti disciplinati dai § 1666 e 1666/a del codice civile tedesco un diniego della nomina dell’avvocato del bambino dovrà essere motivato dal giudice.

Tra i compiti del “Verfahrenbeistand” ritroviamo il dovere di fornire informazioni al minore (ovviamente a seconda dell’età dello stesso) sullo svolgimento del procedimento, sulla possibilità di un colloquio con il giudice e sui possibili esiti del procedimento.

L’Avvocato del bambino organizza colloqui con il bambino, con i genitori e quando è necessario, con persone che hanno un’importante influenza nella sua vita privata o sociale: insegnanti, amici, parenti. La legge gli riconosce altresì il potere di impugnare le decisioni del giudice.

Questo istituto non va confuso con quello del rappresentante legale. Il mandato viene infatti sospeso, automaticamente, nel momento  in cui il minore abbia già un rappresentante legale che tuteli i suoi diritti.

La nomina dell’Avvocato del bambino dura, sempre che non venga sospesa precedentemente dal giudice, fino all’ultimo grado di giudizio.

L’istituto é stato inserito e regolato nella legislazione di soli due paesi, la Germania e la Svizzera, nonostante anche la legislazione europea promuova la facilitazione dell’esercizio dei diritti dei minori, facendo sì che gli stessi, direttamente o tramite altre persone od organi, possano essere informati ed autorizzati a partecipare ai procedimenti che li riguardano, dinanzi ad una autorità giudiziaria[4]. La mancanza di questo istituto nella maggior parte dei paesi appartenenti all’Unione Europea determina una diseguaglianza di trattamento. Tutti i bambini coinvolti nei conflitti familiari, in cui i genitori – spesso per rabbia, paura, egoismo – dimenticano le loro responsabilità, diventano sordi dinanzi ad una sussurrata, ingenua richiesta di aiuto, hanno diritto ad esprimere le loro opinioni, ad avere a fianco qualcuno che, non offuscato dalle emozioni, li possa realmente proteggere offrendo loro un punto d’appoggio nel loro piccolo mondo che barcolla.

 


[1] Art. 12 (3) Convenzione ONU sui diritti del fanciullo 1989

[2] Il modello Cochemer definito cosí per il nome della cittá, nella quale fu ideato “Mosenor Cochem” nel 1992, rappresentò il risultato di un progetto elaborato da un gruppo di lavoro composto da specialisti in materie giuridiche e sociali, che collocò i diritti del minore al centro delle loro discussioni, dando vita ad una rielaborazione del modo di concepire il procedimento familiare e la posizione del minore all’interno dello stesso.

[3] § 1666 codice civile tedesco

[4] Art.1  Convenzione europea per l’esercizio die diritti del minore. 1996